Tratto da una critica di Margiotta D.
Un grande occhio lacrimante squamato e un blu oltremarino. Regnano: forme senza senso, un grande non-senso regna su questa città di uomini-pesce. Macchine a forma di mela, finestre a vortice, araldiche presenze di uomini che vagano nell’ombra, la loro morte è giunta.
Una morte giunta nel candido torpore della notte li ha strappati dai loro cari, dai loro ricordi per gettarli nel profondo oblio del nulla. Di chi sarà quella mano che tiene a freno il male che dirama?
Chi sarà quello spavaldo costruttore di incertezze che ramifica la sua città ideale come un albero con miriadi di rami che si perdono nell’infinito? A voi la risposta. Quel grande occhio che tutto vede, è il nostro occhio interiore, la nostra parte più segreta e profonda, più vera che già piange, ha già capito tutto sin dall’inizio. E noi che ci perdevamo in scemenze!
Nessun commento:
Posta un commento